Forza RaGazZi!!!

SPORT – Campionato Provinciale CSI Juniores

FORZA RAGAZZI !

4 vittorie, 4 sconfitte, 2 pareggi,  una tonnellata di incitamenti dai tifosi (forti quelli della Nord),

la filosofia del Pozzi, il mare del “Rimini”,  le urla del presidente,l’addetta all’arbitro più carina del CSI,  Giacomino il capitano invalicabile,  gli infortuni del Raffi, le pizze del Simon,  i miglioramenti del Luca, gli interventi millimetrici del Mirco,  l’allenatore dei tre portieri,  quel rompiscatole di Cooper che si è inventato anche un test , l’attaccante che fa il difensore (eh! Badini),  il portiere che fa l’attaccante (vai Tibo!),  il Lino che si è comprato 10000 cappelli,  la dura disciplina dei due degli Artigianelli (Motti e Franci),  il Miky che per avere più scossa nelle gambe ogni mattina va a scuola di elettricista, Zac che da Tangeri e Barcellona ha portato quintali di fantasia,  e da Lavenone il nostro asso nella manica (Bonni per gli amici).

Questi e altri ancora gli ingredienti del nostro calcio. Però il lievito di tutto è la gioia che ci fa stare insieme.

Vogliamo cogliere nella gratuità del gesto sportivo la fonte del nostro stare insieme per:

1. educarci all’agonismo per imparare come si debba competere e vincere o perdere nel pieno rispetto delle regole, nell’esaltare le capacità di autocontrollo, nel rispetto del concorrente, nella disponibilità alla collaborazione nel gioco di squadra (meglio 30 passaggi sbagliati che 10 dribling fatti bene), nel vivere la competizione come gara leale, il cui confronto stimola traguardi esaltanti.

2. educarci alla sconfitta per imparare a perdere senza considerarci perdenti , per analizzare le cause dell’insuccesso senza cercare di perseguire un nostro amico facendolo diventare un  capro espiatorio (siete stati grandi, questo non l’avete mai fatto), ma accogliendo serenamente i nostri limiti e difetti, segni concreti della nostra precarietà  che ci accompagneranno nella nostra vita.

3. educarci alla vittoria. Perchè, al di là dell’euforia del momento (un urlo di vittoria va più che bene), la vittoria non generi una esaltazione illusoria individuale o collettiva. Imparare  a respingere  la tentazione di considerare male la squadra avversaria (da ogni avversario dobbiamo imparare qualcosa). Sapere che non c’è vittoria senza atteggiamenti di dedizione e di sacrificio (di corsa su e giù dalle vie del paese senza cercare scorciatoie….) .

Da una partita di calcio dobbiamo imparare che è bello giocare, che la sfida non sta nel cercare la vittoria, ma nel saper vivere con nobiltà e dignità ogni momento della vita, sia che questo momento porti alla vittoria o alla sconfitta.

BUON NATALE A TUTTI.

Il mister.

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